| RomaFictioFest
- Resoconto di stewiegriffin
Parto alle 07:00 da Spoleto(pg)
insieme a mia sorella di 12 anni(anche lei superappassionata
di lost) e arrivo a Roma verso le 08:45. Mi dirigo
subito verso Piazza Cavour dove c'è il
Multisala Adriano. Davanti all'Adriano c'erano
gia una decina di persone (di cui due o tre con
la maglietta della "dharma"). Non solo
giovani ma anche gente molto adulta. Verso le
dieci ci fanno entrare, ma non sò perchè,
ci fanno compilare a tutti dei fogli, hanno detto
che dovevamo iscriverci(boh). Beh, entriamo nella
sala quattro, ci posizionamo in seconda fila e
attendiamo. Verso le 10:30 ecco che fa il suo
ingresso Terry O'Quinn, con una camicia bianca
e pantaloni scuri, scortato da cinque /sei persone
e dal vicedirettore della manifestazione (acido
come il latte scaduto). Locke dal vivo dimostra
molto meno anni, sembrava un fotomodello ma in
certe espressioni è troppo identico a braccio
di ferro. Inizio a scattare foto a manetta, mi
passa davanti e quindi riesco a fare foto molto
ravvicinate(purtoppo ho dovuto usare una macchina
fotografica tradizionale e quindi dovrò/dovremo
aspettare di sviluppare il rullino per vedere
le foto). O'Quinn è affiancato da due interpreti
ed intervistato dal vicedirettore della kermesse
Marco Spagnoli e da Stefano della Casa, noto critico
televisivo e cinematografico.
Il masterclass è stato molto incentrato
sulla carriera cinematografica e televisiva dell'attore
Terry O'Quinn, ma era ovvio che tutti noi eravamo
lì per Lost e quindi per John Locke. Infatti
non appena le domande sono state fatte dal pubblico,
quasi tutte erano inerenti a Lost.
Riporto alcune domande:
-Il rapporto con J.J. Abrams: non è un
rapporto stretto, come potrebbe esserlo stato
con altri registi con cui ha lavorato. Abrams
è un genio, capisce subito chi può
essere il personaggio giusto per una parte o altre
intuizioni tipiche dei geni, però non appena
lost ha iniziato a muovere i suoi passi da solo,
non si è occupato più di tanto della
serie...
-Rapporto tra John Locke e Terry O'quinn, tra
personaggio ed attore che lo interpreta(premetto
che la domanda, con alcune varianti è stata
ripetuta più volte): O'Quinn, come ha gia
dichiarato nell'intervista sul "Venerdì"
(intervista),
si sente molto legato a Locke, soprattutto al
Locke prima dell'incidente aereo, quello timido,
sfortunato, che ha avuto poi sull'isola l'occasione
di riscattarsi. Prima di fare Lost, O'Quinn ha
passato due anni non buoni, non lavorava, questa
fase buia l'ha affiancata al Locke prima dell'isola,
poi, così come per John il trovarsi sull'isola
si rivela un miracolo, così per O'Quinn,
dopo la chiamata di J.J. per Lost, è iniziata
l'ascesa, il passaggio da un periodo nero a qualcosa
di molto positivo.
Mi ha dato l'impressione di essere una persona
molto ossessionata dalla paura di non avere lavoro.
Lui stesso ha detto:"quando non lavoro sono
un pericolo per me stesso".
Come Locke, Terry è alla ricerca di se
stesso, capire chi è e qual'è il
suo ruolo, il primo l'ha trovato nell'isola il
suo ruolo, il secondo nel fare l'attore. Ha dichiarato
che man mano che fa questo mestiere lui è
riuscito a prendere coscienza di se e di quello
che fa.
Posso dire che dalla sua gestualità, dal
suo modo di essere, la sensazione che si ha è
che, personaggio ed attore, siano indistinguibili.
A me sembrava di vedere il saggio dell'isola,
il misterioso Locke, non l'attore che l'interpreta.
Davanti a noi c'era seduto John Locke, non Terry
O'Quinn.
Riguardo al rapporto con l'isola, O'Quinn ha detto
che sono due mesi che è lontano dalle Haway,
e sente un gran bisogno di tornare. Scherzosamente
ha detto che questa cosa un pò lo preoccupa.
Alla domanda su chi altro personaggio di lost
avrebbe voluto essere, Terry ha risposto molto
ironicamente : "Sawyer"....non sto neanche
a spiegarvi perchè....
Ci ha inoltre detto che le riprese reinizieranno
a metà agosto e che , essendo gia stabilito
un finalegli autori non terrano ci terranno più
molto in sospeso. Ha usato una metafora, come
se gli autori fossero dei naufraghi in mezzo al
mare con una scorta d'acqua limitata: finchè
loro sono alla deriva, e quindi non sanno quanto
manchi ad un punto di attracco, essi hanno bevuto
solo dei piccoli sorsi per non finirsi l'acqua,
ma una volta saputo che c'è un punto d'arrivo,
una metà che la terra non più molto
lontana non si devono preoccupare più di
razionalizzare l'acqua. Così gli autori,
prima della decisione della fine della serie,
dovevano tenere sempre il pubblico con qualcosa
che lo facesse continuare a vedere lost e quindi
era sempre un sommarsi di misteri. Ora che la
metà è stabilta, ora che c'è
una direzione, gli autori potranno iniziare a
dare delle risposte e "bere e farci bere
tutta l'acqua che vogliamo".(più o
meno era questo, non so se sono riuscito a rendere
il concetto)
Alla fine del masterclass speravo in una foto,
in un autografo, ma quei simpaticoni della sicurezza
e di Marco Ruggero(vicedirettore) gli hanno fatto
firmare pochissimi autografi e nessuna foto con
qualcuno del pubblico: che stronzi. Il bello era
che Terry O'Quinn era pure molto disponibile.
Alle tre mi sono diretto all'Auditorium della
conciliazione per vedere se potevo beccare oltre
che Locke, anche Desmond ed Hurley all'entrata,
visto che non facevano entrare senza pass. Sono
riuscito a farmi dire da una ragazza della reception(anche
se non poteva) che la conferenza era per le quattro.
Così armato di pazienza aspetto. Verso
le tre e quaranta esce fuori Stefano della Casa,
che la mattina aveva intervistato Locke, persona
molto gentile e disponibile, a cui chiedo come
posso fare per beccarli. Si è informato
e mi ha detto che i magnifici tre
sarebbero arrivati non alle tre, non alle quattro,
bensì alle cinque e mezza e che comunque
questo orario non era sicuro visto che i tre stavano
impeganti in un 'altra cosa. Inoltre molto probabilmente
all'arrivo ci sarebbero stati quelli del romafictionfest
a scortarli dentro. Purtroppo il mio treno c'era
alle cinque così ho rinunciato. Avrei voluto
restare fino alle proiezioni della sera ma dopo
non avrei avuto treni disponibili. >_<
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